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Via libera alla deducibilità IRAP su IVA non detratta Condividi

IRAP Cambia idea l’Agenzia delle Entrate in merito alla deducibilità dal reddito dell'IVA su vitto e alloggio non detratta. Con la risoluzione 25/E del 19 maggio 2010, infatti, l’Agenzia afferma che l’Iva non detratta sulle prestazioni di vitto e alloggio, quando rientra in una scelta di convenienza economica, è deducibile dal reddito a titolo di costo e rileva nella determinazione della base imponibile Irap.

Un cambiamento di pensiero rispetto a quanto affermato in precedenza ossia l’impossibilità di imputare l’Iva non detratta fra le componenti negative di reddito qualora la scelta della mancata detrazione dell’imposta fosse il risultato di una valutazione del contribuente.

In passato ci siamo occupati dei risvolti fiscali legati alla deducibilità dell’Iva non detratta sulle spese di vitto e alloggio. Con l’occasione si illustravano le problematiche contabili affrontate dalle imprese nel rispetto della normativa.



Adesso, con la risoluzione 25/E, l’Agenzia delle Entrate fa un passo indietro sostenendo che l’inerenza va riconosciuta per il fatto che un costo è valutato dall’imprenditore nell’ambito di una scelta di convenienza economica, vale a dire quando l’obiettivo è pur sempre quello di pervenire al maggior risultato economico possibile.

Pertanto, qualora il contribuente abbia scelto, in presenza di importi limitati, di registrare il costo del vitto e dell’alloggio senza passare dal registro Iva sulla base di valutazioni di convenienza economico-gestionale (ossia i costi da sostenere per eseguire gli adempimenti connessi alle fatture sono stimati in misura superiore al vantaggio economico ottenuto dalla detraibilità dell’Iva), l’inerenza non può essere negata. Va riconosciuto, quindi, quale onere deducibile sia ai fini Irap che ai fini delle imposte dirette, l’Iva non detratta. Si riapre, pertanto, la possibilità di ascrivere a costi fiscalmente deducibili l’Iva sui servizi di vitto e alloggio per i quali la fattura non è stata richiesta all’atto della prestazione.

Ma attenzione. Questo potrà avvenire esclusivamente nell’ipotesi in cui il contribuente non dispone della fattura relativa alla prestazione. Rimane indeducibile l’Iva documentata mediante fattura per la quale il contribuente non ha provveduto a detrarla.

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