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Trattamento Iva nel Regime dei minimi Condividi
di Nicola Santangelo - Mercoledì 19 gennaio 2011

Tasse I contribuenti minimi, ai sensi dell’articolo 1 comma 100 della legge n. 244 del 2007 non addebitano ai loro cessionari e committenti, negli eventuali documenti emessi, l’Iva a titolo di rivalsa, sulle fatture devono riportare l’annotazione che si tratta di operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, della legge n. 244/2007. Di conseguenza non hanno diritto alla detrazione dell’Iva assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti, anche intracomunitari, e sulle prestazioni. L’imposta, quindi, per loro rappresenta un costo e non dovrà essere applicata neppure in caso di operazioni soggette al meccanismo del reverse charge, per cui il contribuente minimo dovrà comunicare alla controparte che l’imposta non dovrà essere applicata. Non sono, quindi, tenuti al versamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto né a osservare tutti gli obblighi previsti dal DPR 633/72 ossia registrazione, liquidazione e comunicazione annuale.

Al momento del passaggio dal regime ordinario al regime dei minimi il contribuente dovrà rettificare la detrazione dell’Iva sui beni e sui servizi giacenti. L’imposta dovuta potrà essere versata in un’unica soluzione ovvero in cinque rate annuali di pari importo senza applicazione di interessi.



Ricapitolando, ai fini Iva i contribuenti minimi sono tenuti a:
  • numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali;
  • certificare i corrispettivi, indicando in luogo dell’ammontare dell’imposta, se è emessa fattura, che l’operazione è effettuata da soggetti che applicano agli effetti dell’imposta stessa il regime della franchigia;
  • per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni di acquisto per le quali risultano debitori dell’imposta, integrare la fattura con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta e versare tale imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni anzidette;
  • presentare l’elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari di cui all’art. 50, comma 6, del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 427 del 29 ottobre 1993;
  • effettuare la rettifica della detrazione dell’imposta nella dichiarazione annuale Iva relativa all’anno precedente a quello dal quale trova applicazione il regime di franchigia. La rettifica della detrazione è effettuata pure in caso di passaggio, anche per opzione, al regime ordinario, nella dichiarazione annuale relativa all’anno dal quale trova applicazione tale regime, tenendone conto nel versamento a saldo dell’imposta relativa a tale anno;
  • versare l’imposta dovuta per effetto della rettifica di cui al punto precedente in un’unica soluzione ovvero in cinque rate annuali di pari importo; la prima o unica rata è versata entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta relativa all’anno precedente a quello di applicazione del regime di franchigia; le successive rate sono versate entro il termine per il versamento dell’imposta sostitutiva; in caso di cessazione del regime di franchigia, per legge, le residue rate sono computate nel primo versamento periodico successivo a tale cessazione al netto della rettifico di cui al punto precedente.

I contribuenti minimi possono optare per l’applicazione dell’imposta sul valore nei modi ordinari. L’opzione resta valida per almeno 3 esercizi.

Requisiti per l’ammissione al regime dei minimi
Imposte e tasse nel Regime dei minimi

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